Nasce a Venezia nel 1933, lavora come incisore e pittore. Ottiene riconoscimenti presso la Fondazione Bevilacqua La Masa. Si avvicina poi all’arte cinetica, partecipando a più biennali a Venezia ed esponendo a San Pietroburgo fino a Lubijana. Precursore nell’uso del Plexiglass con l’azienda PPP di Venezia, propone una serie di opere che chiamerà “Cromocinetiche”, dove, utilizzando una serie di sfere riflettenti con oggetti colorati, ottiene degli effetti visivi che si modificano con il movimento dell’osservatore. Alcune di queste opere vengono esposte presso la Sincron di Brescia, in collaborazione con Bruno Munari. Entra a far parte del Gruppo “Sette-Veneto”. Attraverso la galleria, Costalonga viene conosciuto al pubblico per queste opere. Che non sono comunque, l’unica espressione della sua arte Op e cinetica. Rimane in contatto con il Gruppo N, il Gruppo T e il GRAV. Nello specifico partecipa alla prima esposizione a Novi Sad e poi Belgrado. Influenzato da Bruno Munari, approfondisce la sua ricerca dell’arte cinetica, diventando uno dei principali esponenti dell’Optical Art. Le sue opere, caratterizzate da forme dinamiche e deformazioni ottiche, sono ispirate a correnti storiche come il Costruttivismo e il Futurismo. Il suo lavoro è riconosciuto a livello internazionale, con pezzi appartenenti alla collezione Guggenheim. Muore nel 2019 a Venezia.
L’opera è un sistema multicomponente, attraverso il quale, con delle sfere riflettenti e dei bastoncini colorati, l’opera si muove e si colora, con il movimento dello spettatore. Il variare del colore e dell’opera è dato dal lavoro congiunto di catadiottri e bastoncini di plexiglass. Il fondo della superfice sferica esalta l’effetto di colorazione della superficie dato dal riflesso. Solo da una certa angolazione e distanza è possibile percepire la colorazione piena di tutte le sfere.