Colette Dupriez

Biografia

Colette Dupriez nasce a Lille, in Francia, nel 1945. Studia, tra il 1962 e il 1965, alle scuole di Belle Arti di Lille e Parigi. Si trasferisce poi a Milano nel 1967 e la maggior parte del suo lavoro è stato creato ed esposto in Italia nel corso della sua carriera. Muore precocemente a Milano nel 1998.

Colette Dupriez Progressione

Progressione

1980 . Tecnica mista più motore elettrico . Diametro 24cm x 26cm di altezza

È legata al movimento dell'arte cinetica e ottica e lavora sui fenomeni di ambiguità percettiva, sullo scarto tra il carattere statico di un'opera e il movimento, reale o virtuale, che essa contiene. I rilievi giocano sugli effetti di trasparenza del plexiglass e sui riflessi dell'acciaio inox per modificare la percezione dello spazio e della luce quando l'occhio si muove. Gli acrilici su tela giocano sugli squilibri di forme e composizioni, sul ritmo di colori accesi e fortemente contrastanti per indurre un'impressione di movimento. In tutto il percorso della sua attività intensa ma sempre meditata e riflessiva, la Dupriez, ha seguito un’ idea dell’arte come interpretazione e sviluppo delle possibilità percettive, soprattutto affascinata dagli effetti di movimento, reale o virtuale, dalle suggestioni di forme speculari; sempre piu’ utilizzando la materia come trasfigurata e resa impalpabile dai giochi cinetici. Nel 1963 esegue le prime opere cinetiche. Realizza volumi messi in movimento attraverso un fluido di base, in relazione alle leggi di gravità, il tema della specularità è centrale, l’immagine riflessa e l’ombra sono protagoniste dell'opera, in cui forme, linee e volumi sono esposti ad ambiguità percettiva. Privilegia plexiglas e acciaio inox per gli effetti di trasparenza, specularità e deformazione. Dedita negli anni Sessanta alla cosiddetta “Optical art”, sviluppa da questo momento la sua ricerca rinunciando ai mezzi pittorici tradizionali; e raggiunge risultati di grande suggestione e originalità realizzando attraverso materie fluide movimenti naturali all’interno delle strutture a tre dimensioni. Dal 1971, data della sua prima mostra personale a Brescia, stabilisce contatti con vari artisti di ambienti diversi; particolarmente importanti, oltre ai suoi rapporti con il mondo italo – francese, quelli con l’ America Latina, dove l’ arte cinetica aveva raggiunto notevole risalto. Esegue grandi composizioni, soprattutto in metallo, alcune delle quali vengono inserite in complessi architettonici; ma nel medesimo tempo realizza anche opere di piccole dimensioni, giocate su effetti di trasparenza o di preziosi slittamenti di colore; sempre con attenta sensibilità agli stimoli suggestivi che le forme opportunamente modellate e composte producono nell’ambiente. Non per nulla la sua attività ha attirato l’interesse e la stima di personaggi quali Bruno Munari. Opere della Dupriez sono in diversi musei, tra cui il Centre Pompidou di Parigi. L’effetto dell’opera Progressione, può essere più evidente in movimento, azionato da un motore elettrico che permette la percezione e il movimento, in continuo mutare.