Walter Valentini è un pittore, scultore e incisore italiano riconosciuto a livello internazionale nel campo della grafica e dell’incisione. Nasce a Pergola nel 1928. La sua formazione culturale e professionale inizia alla Scuola del Libro di Urbino, luogo di conoscenza delle tecniche incisorie. Urbino significa pittura, architettura, filosofia che, nel Quattrocento, con Federico da Montefeltro mecenate e intellettuale, trovano unità nel pensiero neoplatonico e dove Piero della Francesca, Laurana e letterati di corte progettano l’utopia. “Lo spazio, il tempo, il reale si ordinano in un sistema razionale, le singole parti si relazionano al tutto attraverso la proporzionalità, che è il segno intelligibile della bellezza e del Creatore”. Negli anni ’50 si trasferisce a Milano dove ha come maestri tre grandi protagonisti del razionalismo astratto: Max Huber, Albert Steiner e Luigi Veronesi. Negli anni ’60 la sua formazione urbinate si arricchisce degli sperimentalismi e delle tensioni internazionali che confluiscono nelle gallerie e nelle riviste milanesi. Le prime grandi mostre sono a Milano alla Galleria Vinciana, (1974) e a Il Milione (1982), presentate in catalogo da Guido Ballo e gli aprono le porte delle gallerie straniere e dei principali musei del mondo. Negli anni ’80 soprattutto con opere astratte su tavola, caratterizzate da particolare senso della geometria e delle proporzioni. Lo influenzano diverse correnti: le avanguardie russe (Costruttivismo), la pittura metafisica, che caratterizza le architetture dei dipinti di De Chirico, e le ricerche del Quattrocento sull’armonia, la proporzione e la prospettiva degli spazi e delle forme, che incidono profondamente sulla sua attività artistica. Svolge un’intensa attività didattica, insegnando arte dell’incisione alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano dal 1983 al 1985 di cui è stato anche Direttore.
E’ una delle opere più affascinanti e misteriose dell’artista italiano Walter Valentini. Questo lavoro, creato nel 2006, è un esempio di come Valentini unisca l’arte visiva con una riflessione profonda sul tempo, lo spazio e la percezione. Opera ambientale: La Stanza del Tempo è pensata come un’installazione che coinvolge lo spettatore a livello spaziale e sensoriale. L’artista ha progettato un ambiente che gioca con la percezione del tempo, un tema ricorrente nelle sue opere. Numeri e simboli: Il titolo “435/ABC” fa riferimento a una specifica sequenza numerica, che potrebbe suggerire un legame con concetti matematici o simbolici legati al tempo. Nella numerazione “ABC”, il riferimento potrebbe indicare una chiave interpretativa, come se il tempo fosse scomponibile in fasi o unità specifiche. Materiali e stile: Valentini ha una predilezione per l’uso di materiali semplici, ma simbolicamente carichi, come la pietra, il vetro, il legno e il metallo, che utilizza in modi che stimolano la riflessione sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente circostante. La “Stanza del Tempo” non è solo un’opera da guardare, ma un’esperienza da vivere, dove il tempo sembra rallentare o dilatarsi. Valentini, con il suo stile geometrico e simbolico, ha sempre cercato di far interagire l’opera con l’ambiente e lo spettatore, e questa installazione non fa eccezione, evocando domande sull’ineluttabilità del tempo, la sua ciclicità e la percezione che ne abbiamo. Scrive Luigi Lambertini «Non ci resta che continuare nella nostra contemplazione, davanti a queste superfici dalle quali affiorano con una crescita sottile quanto impetuosa gli echi lontani di un'assolutezza irraggiungibile e di una relatività indefinibile». L'artista propone opere direttamente realizzate sul muro bianco e poroso, utilizzando tecniche arcane, tipiche del muratore e dell’imbianchino, tecniche forse usate da millenni, tecniche che sfruttano una saggezza geometrica elementare ma funzionale. L'opera allora risulta più legata al processo creativo che non alla sua realizzazione.