Grazia Varisco

Biografia

Grazia Varisco nasce a Milano il 5 Ottobre del 1937. Inizia la sua attività con il gruppo “T”, fino a distaccarsene per avvicinarsi alla cinetica. Lavora su un percorso personale, relativo alle forme e alla loro composizione. Alcuni tra i suoi lavori più conosciuti sono gli “Extrapagina” del 1975, tra questi le “Pieghe”: esempi di dispiegamento e ripiegamento delle forme. La sua formazione artistica ebbe luogo all'Accademia delle Belle Arti Di Brera a Milano che frequentò dal 1956 fino al 1960 rendendosi attiva nella ricerca artistica come esponente del gruppo T, aderendo al movimento internazionale “Nouvelle tendance” e affrontando le tematiche della percezione, della struttura, al movimento ed evidenzia l’ambiguità visiva dei rapporti luce-ombra nelle opere tridimensionali. Nel 1959 realizzò le prime strutture inogettive a compartecipazione tattile. Successivamente dal 1961 al 1967 lavorò per l’Ufficio Sviluppo della Rinascente, per la rivista “Abitare “, per Kartell e per il Piano Intercomunale Milanese svolgendo attività di grafica ed entrando in contatto con alcuni tra quelli che vengono considerati i maggiori esponenti dell’architettura del design italiano. Negli anni 1969 e 1973 ebbe l’opportunità, in occasione dei suoi soggiorni negli Stati Uniti, di entrare in contatto con docenti e artisti del Department of Fine Arts della Columbus University che contribuirono alla sua formazione personale. Negli anni che intercorrono tra il 1979 e il 1980 Grazia Varisco si impegnò nell’attività didattica diventando successivamente dal 1981 al 2007 docente di Teoria della Percezione all’Accademia di Brera a Milano, tenendo in grande considerazione l’interazione dei sensi. A metà degli anni Sessanta proseguì con la sperimentazione e l’attività espositiva in modo autonomo attraverso mostre personali e collettive che ebbero luogo sia in Italia che all’estero. Nel 2008 ricevette il Premio nazionale Presidente della Repubblica per la scultura da Giorgio Napolitano acquisendo il titolo Accademico di San Luca. Nel 2017 Grazia Varisco dedicò una mostra-omaggio all’interno della Triennale di Milano alla continuità del suo percorso artistico attraverso opere e installazione con riferimento alle sue esperienze più recenti. Nel 2018 ricevette invece dall’Accademia dei Lincei il premio Antonio Feltrinelli per le arti visive e nel 2020 venne inserita una sua mostra analogica all’interno della programmazione di Palazzo Reale dal Comune di Milano per poter documentare e illustrare anni e anni di ricerca e di attività, che venne però riprogrammata per l’estate 2022 a causa della grave situazione epidemica mondiale del periodo. La sua modalità di creazione delle opere si basa principalmente su una combinazione di geometria riuscendo a creare opere che presentassero meccanismi dinamici e che riuscissero a rendere chi la guardava uno spettatore attivo poiché il coinvolgimento stava alla base della proposta del Gruppo T a cui lei apparteneva.

Grazia Varisco Piega Permanente

Opera

1975-84 · Acciaio Smaltato · 71x59x10 cm

Alcune delle sue opere, come questa, possono cambiare forma a seconda del punto di vista o dell'angolo da cui si osservano, facendo sì che la nostra percezione di come le vediamo risulti essere sempre diversa, unica e in continua evoluzione, tuttavia, il rigore di un programma basato sul metodo scientifico si dissolve il più delle volte nella fantasia, in un’estrosa vivacità che meraviglia. Con questo approccio Grazia Varisco ha introdotto il concetto di gioco nell’arte, come uno strumento di conoscenza che diventerà poi invito a interagire con i suoi oggetti, attraverso l’utilizzo di concetti elementari. Nelle sue opere il pubblico assume quindi il ruolo di co-artista potendo così attraverso la partecipazione attiva dello spettatore: sarà lui a spostarsi. La sua ricerca è caratterizzata perciò da un profondo interesse per la percezione del movimento che verrà poi proiettata nelle sue opere che non sono pensate come semplici oggetti da osservare, ma come ambienti che stimolano la partecipazione dello spettatore. Le sue opere sono spesso costruite attorno a forme geometriche precise, come cerchi, quadrati e linee, che creano un ordine e una struttura visiva ben definita. Il movimento e l'interazione sono altre due componenti fondamentali delle sue opere.